Written by  2014-11-25

An anarchist’s life

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L’'Associazione Malatesta, in collaborazione con l'Associazione Ultrantirazzista, ha organizzato la proiezione a Campobasso del docu-film "An anarchist life", di Fabio Toich e Ivan Bormann.

La proiezione è avvenuta il giorno 7 Novembre 2014, presso la Sala Alphaville di Campobasso.

"An anarchist life" è la storia di un'avventura rocambolesca, racconto esemplare di tensione e pratica rivoluzionaria, tra anarchia ed ironia, semplicità e curiosità, attraverso l'Europa intera, le sue guerre e le lotte sociali del Novecento. E' una storia su come vivere tutto d'un fiato, di petto, calandosi nelle contraddizioni, "sporcandosi le mani", mantenendosi nonostante ciò centrati in un'equazione costante tra teoria e prassi. E' la storia di Umberto Tommasini, originario di Vivaro, Friuli, Regno d' Italia, 1896, fabbro. E' la storia di una emigrazione a Trieste, territorio austroungarico, dove Umberto partecipa alle manifestazioni di piazza, fino a finire arruolato dagli Italiani, e trovarsi a Caporetto. Tra spari in aria sperando di mancare il "nemico", ai campi di prigionia, attraversa la Grande Guerra, torna a Trieste in tempo per scontrarsi con le prime squadre fasciste. E' tra i primi a finire al Confino, prima a Ustica, e poi a Ponza e Ventotene. Qui incontra antifascisti del calibro di Antonio Gramsci e Amedeo Bordiga, con i quali si relazione da uguale, a tu per tu, senza timori reverenziali.

La storia di Umberto si fa talvolta epica, nella fuga verso Parigi in esilio, fino alla concretizzazione di un sogno, la rivoluzione libertaria tanto sognata che prende corpo in Spagna, dove il popolo si solleva contro il golpe fascista di Franco. Ma presto il protagonista é costretto ad abbandonare anche Barcellona e a compiere il viaggio all'indietro, Francia, di nuovo esilio, ancora Confino e di nuovo Trieste.

Al di là del fascino dell'avventura e del carattere magnetico di Umberto, il film racconta di un uomo del popolo che vive in prima persona, di petto, senza mediazioni di sorta la Storia, e contribuisce a determinarla, assieme a molti altri. Questa immediatezza, serenità e pienezza di vita pone domande sul perché oggi pare così difficile una vita simile.

Il film, che non vuole convincere di nulla lo spettatore, é una riflessione sui valori della libertà ed é arricchito dalle letture di alcuni passi dell'autobiografia di Tommasini da parte di Ascanio Celestini, Pino Cacucci e Simone Cristicchi.

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